IGP PAYS D'OC VIOGNIER TERROIR D'ALTITUDE: Freschezza e Carattere dalle Alture Francesi

Quando penso al Viognier, la prima cosa che mi viene in mente è un vino aromatico, morbido, abbastanza ricco. Questo Terroir d’Altitude Viognier 2024 di Fortant de France mi ha dato proprio queste sensazioni, ma con una componente di freschezza e soprattutto di sapidità che, secondo me, gli permette di essere più equilibrato di quanto ci si potrebbe aspettare da questa varietà.

È un vino della Languedoc, classificato IGP Pays d’Oc, ottenuto da Viognier. Le uve arrivano dalle colline calcaree della regione, caratterizzate da giornate calde e asciutte e da notti più fresche. Un clima che contribuisce a mantenere una buona freschezza nelle uve

Il Territorio

Il nome Terroir d’Altitude non è messo lì soltanto per dare un nome particolare al vino.

La zona delle colline del Languedoc ha condizioni abbastanza particolari: giornate calde e secche, notti fresche e la presenza del Mistral e della Tramontana, venti forti, freschi e asciutti che attraversano la garriga.

Anche i terreni sono piuttosto complessi, con formazioni appartenenti a tre ere geologiche. La scheda del produttore sottolinea proprio come queste condizioni permettano alle diverse varietà di esprimere profumi e sapori intensi.

E questo è un aspetto che trovo interessante, perché nel bicchiere la parte aromatica del Viognier si sente, ma non arriva mai a coprire completamente la freschezza.

Come viene prodotto

Una delle cose che mi ha incuriosito di più è la vendemmia.
Le uve vengono raccolte durante la notte, quando le temperature sono più basse, proprio per cercare di preservare la freschezza.
Ogni parcella viene poi pressata delicatamente e vinificata separatamente, con fermentazione a bassa temperatura. Una parte delle uve selezionate fermenta e affina anche in barrique di rovere francese, per dare maggiore ricchezza e complessità.
Poi arriva un passaggio che secondo me merita una spiegazione: sei mesi sui lieviti con batonnage.
Il batonnage consiste nel rimettere delicatamente in sospensione le fecce fini presenti nel vino. È una tecnica che può contribuire a rendere il vino più cremoso e morbido.
Nel caso di questo Viognier, il produttore lo indica proprio come parte del percorso che porta alla sensazione cremosa del vino.
Alla fine le diverse componenti vengono assemblate per creare lo stile di Fortant de France

La degustazione

Nel bicchiere ho trovato un giallo paglierino con riflessi lucenti. Al naso è un vino che si fa riconoscere abbastanza velocemente.
La prima impressione è quella della frutta a polpa gialla, soprattutto la pesca. Poi arriva una parte agrumata, insieme ai fiori bianchi, dove ho trovato una sensazione che mi ha ricordato il gelsomino.
Con il tempo emergono anche delle note di erbe aromatiche, in particolare rosmarino e timo.
È un profilo aromatico che mi è piaciuto perché non rimane fermo soltanto sulla frutta.
In bocca è ricco e avvolgente, ma qui arriva la parte che per me fa la differenza. C'è una buona sensazione di freschezza accompagnata da un'importante sapidità, che riesce a dare equilibrio alla morbidezza del vino.
La persistenza è buona e il sorso rimane piacevole.
La scheda tecnica del produttore descrive il vino come ricco e morbido, con richiami alla frutta tropicale e un finale lungo.

Abbinamenti

È un vino che secondo me può accompagnare piatti abbastanza diversi.
Lo vedo bene con i crostacei e con una tartare di tonno, ma anche con qualcosa di più speziato come un cous cous.
La componente aromatica e la morbidezza possono funzionare bene anche con il pollo alle erbe aromatiche.
E poi c'è un abbinamento che mi è venuto naturale pensare: il saltimbocca alla romana. La sapidità e la freschezza del vino possono aiutare a gestire la componente saporita del piatto.
Anche dei formaggi a pasta morbida possono essere una buona scelta.

Considerazioni

Questo non è il tipo di vino che berrei cercando una struttura enorme o una complessità interminabile.

Lo sceglierei per il suo equilibrio.

Ha il carattere aromatico che mi aspettavo da un Viognier, una bella morbidezza, ma allo stesso tempo una freschezza e una sapidità che rendono il sorso più dinamico.

Io gli ho dato 90/100.

⭐⭐⭐⭐½

È un voto che per me racconta bene quello che ho trovato nel bicchiere: un vino che mi è piaciuto, con una personalità precisa e una buona capacità di stare a tavola.

Lo consiglio soprattutto a chi ama i bianchi aromatici, cerca morbidezza ma non vuole rinunciare alla freschezza ed è curioso di conoscere meglio il Viognier.

E voi, lo avete già assaggiato?