Raboso Passito IGT Veneto – 47 Anno Domini
Il Raboso Passito di 47 Anno Domini è un vino che sorprende fin dal primo sguardo: un passito rosso, raro nella tradizione veneta, capace di unire la rusticità tipica del Raboso a una dolcezza misurata e avvolgente. È un vino che nasce da un’uva naturalmente acida e tannica, che attraverso l’appassimento trova una nuova armonia, più morbida, più profonda, più sensuale

👁 Esame visivo
Nel calice si presenta con un rosso rubino intenso, quasi impenetrabile, con riflessi ramati che raccontano la concentrazione dell’appassimento. La consistenza è evidente: il vino scende lento, formando archetti fitti e regolari.
👃 Esame olfattivo
Il profumo è ricco, fragrante, immediato, con una bella complessità: marasca matura, prugna in confettura, frutta rossa appassita, cacao amaro, vaniglia delicata
Il bouquet è intenso ma non pesante: mantiene una freschezza aromatica che evita ogni sensazione stucchevole.
👄 Esame gustativo
In bocca il Raboso Passito è pieno, avvolgente, mieloso, ma sempre sostenuto da una spalla acida che lo rende vivo e dinamico. I tannini sono poderosi, tipici del Raboso, ma ben integrati dalla dolcezza naturale del vino.
Il sorso è lungo, caldo, persistente, con ritorni di frutta rossa appassita e una piacevole nota speziata.
È un passito che non cerca di essere “dolce” in senso classico: mantiene l’identità del vitigno, la sua forza, la sua verticalità.
🍽 Abbinamenti consigliati
È un vino estremamente versatile:
-
formaggi erborinati
-
cioccolato fondente
-
crostate di frutta rossa
-
biscotti secchi e pasticceria secca
-
sorprendente anche con carni bianche o pesce in preparazioni agrodolci
Può accompagnare anche un intero percorso di dessert senza perdere equilibrio.

Analisi e impressioni di sommelier
Il Raboso Passito di 47 Anno Domini è un vino che colpisce per carattere e originalità. Non è un passito “facile”: è un vino che racconta il Veneto più autentico, quello delle uve dure, delle acidità vive, delle tradizioni contadine trasformate in eleganza moderna.
È un vino che insegna come l’appassimento possa diventare un linguaggio, non solo una tecnica: un modo per addolcire senza snaturare, per rendere morbido ciò che nasce spigoloso.
Un vino che merita attenzione, lentezza, ascolto.